La tecnica del pomodoro ha avuto un grande consenso nella comunità agile ed è uno strumento molto valido per riuscire a misurar la produttività e concentrarci su un task alla volta. Se non la conosci ancora il suo concetto è molto semplice, si tratta di lavorare per un periodo di 25 minuti concentrato su una sola cosa, senza distrazioni e poi fare 5 minuti di pausa tra un pomodoro e l’altro.

Il termine pomodoro viene proprio dal timer della cucina a forma di pomodoro che produce il ticchettio quando è in azione.

Personalmente trovo i 25 minuti un periodo troppo breve  perché interrompermi cosi spesso mi distrae, quindi il mio pomodoro è normalmente di 50 minuti, per ognuno si può aggiustare al tempo a cui uno è abituato a lavorare e poi però bisogna mantenerlo fisso per poter riuscire a calcolare il proprio rendimento e poter pianificare quantificare in una maniera molto affidabile degli interi progetti.

La chiave del pomodoro è quella di eseguire una attività alla volta, senza distrazioni, pero per fare questo bisogna saper pianificare e dividere le proprie attività in maniera che possano essere suddivise in pomodori.

Diciamo che possiamo assegnare più di un pomodoro per task, però l’ideale sarebbe che a ogni pomodoro dovrebbe corrispondere un risultato preciso che può essere una parte del task finale.

Riassumendo, i passi da seguire sono:

  1. Decidere che task bisogna fare
  2. Mettere il timer (pomodoro) ai minuti desiderati, normalmente sono 25
  3. Lavorare sul task ininterrottamente fino a che il timer non suona
  4. fare una breve pausa di 5 minuti circa
  5. dopo un set di pomodori, fare una pausa più lunga

il pomodoro è come una un’unità indivisibile e quando si viene interrotti il pomodoro non conta.

Per applicare questa metodologia con agile è abbastanza facile, una volta che abbiamo preso i nostri task giornalieri, li possiamo ulteriormente dividere in frazioni che siano gestibili nella durata del pomodoro, e procedere in ordine di priorità durante la giornata.

Ogni contatto con il team dovrà avvenire fuori dal tempo del pomodoro, a meno che ci sia un pomodoro dedicato a fare il meeting.

Questa tecnica è efficace pero c’è chi preferisce il GTD (get things done) che descriveremo più avanti.

Il mio parere personale è che è un’ottima maniera di misurare le proprie performance e lavorare su un task alla volta, però trovo che il meccanismo del pomodoro generi delle distrazioni perché molte volte mi interrompo sul più bello per gestire il pomodoro e poi perdo il filo. Ciò fa che per me non sia molto comodo e preferisco GTD che si allinea di più con il mio modo di lavorare.